Mansplaining
In questo video tratto dalla videorubrica per ragazzз “Parità in pillole”, Irene Facheris, autrice dei libri “Creiamo Cultura Insieme: 10 cose da sapere prima di iniziare una discussione” (Tlon Edizioni) e “Parità in pillole. Impara a combattere le piccole e grandi discriminazioni quotidiane” (Rizzoli), ci chiarisce in maniera esemplare il significato del termine.
Come si legge su Wikipedia, il termine mansplaining fu ispirato da un saggio di Rebecca Solnit, Gli uomini mi spiegano le cose, in cui l'autrice riferiva come, parlando con un uomo a una festa dei propri libri, ne aveva citato il più recente, su Eadweard Muybridge. Al che l'uomo l'aveva interrotta chiedendole se avesse sentito parlare «dell'importantissimo libro» su Muybridge uscito quell'anno - senza nemmeno prendere in considerazione che potesse essere (come, in effetti, era) proprio il libro della sua interlocutrice, Rebecca Solnit, la quale ha definito nel suo saggio il comportamento dell'uomo con la frase «ogni donna sa a cosa mi riferisco».
Nella lingua italiana la parola non è traducibile in modo semplice. Si è provato ad utilizzare spiegazione virile oppure spiegazione maschia ma entrambe le modalità non si sono diffuse e concorderete che forse il tentativo di traduzione più efficace è quello di Michela Murgia, ossia: “minchiarimento”.
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